Aiuto! Perché ho l’alito cattivo?

L’alito cattivo, o più correttamente l’alitosi, può derivare sia da una cattiva igiene orale sia da dei problemi di salute. Inoltre, anche lo stile di vita e le abitudini alimentari sono tra le cause scatenanti. L’importante, una volta che ci si accorge del problema, è non sottovalutare la cosa ma, al contrario, ricercarne le origini senza limitarsi a  contrastare i sintomi (per esempio tramite l’ingestione di caramelle alla menta). Vediamo dunque quali sono le cause più frequenti dell’alito cattivo.

 

L’alimentazione

Come ci è stato detto fin da bambini, “la digestione comincia dalla bocca”. È una frase fortunata perché è vera: tutto il cibo che assumiamo inizia ad essere scomposto in bocca, per merito della masticazione e dell’azione digestiva degli enzimi contenuti nella saliva. Tuttavia, se i residui di cibo non vengono rapidamente rimossi, nel giro di pochi minuti comincia un processo di scomposizione ad opera dei batteri orali che libera all’interno della bocca dei gas dall’odore spiacevole.  Vediamo dunque quali sono i cibi più “pericolosi” per il nostro alito:

  • Aglio (e cipolla)

Sono i classici nemici dell’alito fresco, non solo per il loro caratteristico odore, ma soprattutto perché per quanto ci si impegni a pulire i denti, questo sembra non andare mai veramente via e, anzi, si ripresenta appena finisce l’effetto momentaneo del dentifricio e del collutorio. Non si tratta di un effetto casuale: è stato recentemente scoperto che alcune sostanze contenute in questi ortaggi vengono assorbite nel flusso sanguigno a livello gastrico, e da  lì migrano fino agli alveoli polmonari dove vengono liberate ed quindi espulse con l’espirazione.

  • Cibi  e bevande acide, dalla limonata alla passata di pomodoro.

In un ambiente acidificato, i batteri presenti nella bocca trovano le condizioni ideali per proliferare. Inoltre, in caso di digestione difficoltosa, assumendo questi alimenti si facilitano episodi di reflusso, che fanno risalire fino al cavo orale sostanze gastriche dal cattivo odore.

  • Proteine.

Seguire una dieta fortemente proteica può avere come conseguenza una spiacevole alitosi, soprattutto a causa della sovra-produzione di ammoniaca che è il risultato della scomposizione delle proteine e che spesso finisce con il risalire l’apparato digerente per poi “scappare” dal cavo orale.

  • Formaggio.

Il formaggio, come molti altri prodotti caseari, contiene amminoacidi che diventano il pasto prediletto di alcuni batteri orali; questi a loro volta producono dei composti solforati (molecole che contengono almeno un atomo di Zolfo) che possono rendere l’odore dell’alito simile a quello delle uova marce.

  • Caffè (e Alcool e Tabacco).

Il caffè inibisce il flusso di saliva e consente quindi la crescita dei batteri che causano l’alito cattivo, esattamente come l’Alcool e il Tabacco. Il modo migliore per contrastare questo spiacevole effetto  (il cui nome corretto è “xerostomia”, ovvero “bocca asciutta”) è quello di tenere idratata la bocca, bevendo un bicchiere d’acqua dopo il caffè. In generale la raccomandazione del bicchiere d’acqua è utile per quasi tutti i casi appena citati, dato che l’acqua aiuta a ristabilire velocemente il pH orale corretto e ripulisce la bocca.

Igiene.

Il principale obiettivo dello spazzolamento dei denti è quello di eliminare i frammenti di cibo rimasti nel cavo orale e che, se lasciati indisturbati, diventano cibo per le colonie di batteri che abitano nella nostra bocca; il risultato del banchetto è la produzione come materiale di scarto di sostanze acide che attaccano lo smalto dentale, infiammano le gengive e, in caso di Parodontite, giungono a dissolvere l’osso alveolare di sostegno ai denti.

Un utilizzo non corretto o non frequente dello spazzolino ha come risultato pressoché ovvio anche l’alito cattivo. L’alitosi è quindi una diretta conseguenza di un’igiene orale approssimativa che consente il processo di putrefazione dei residui di cibo ancora presenti in bocca. Questi frammenti non vengono mai eliminati completamente solo dall’azione dello spazzolino, ma serve sempre anche il filo interdentale, insostituibile (se non dagli scovolini) per rimuovere tutti i residui presenti tra dente e dente.

Anche per questo, oltre che per la salute orale in generale, è importantissimo seguire la regola del 2-2: lavarsi i denti almeno 2 volte al giorno (la mattina appena alzati e alla sera prima di dormire) per almeno 2 minuti.

 

Salute

C’è poi l’eventualità più grave, ovvero quella secondo cui la causa dell’alitosi non è una “semplice” cattiva igiene o un’alimentazione a base di cibi “forti”, ma un problema di salute, ovvero una malattia in atto. In questi casi i motivi possono essere numerosi. Vediamo qui di seguito i principali:

  • Parodontite

L’odore della Parodontite è quello tipico dei tessuti in putrefazione, e purtroppo lo stesso è caratteristico dei cancri del cavo orale. In generale non bisogna mai sottovalutare un alito cattivo che non se ne va lavandosi i denti o che non è chiaramente collegato a qualche cibo particolare.

  • Diabete

Un alito che sa vagamente di acetone (il solvente per lo smalto delle unghie) è un sintomo del Diabete: quando il corpo umano non riesce a produrre l’Insulina, le cellule non ricevono il glucosio necessario e quindi, per compensare, utilizzano il grasso. Tuttavia questo processo produce come scarto una grande quantità di corpi chetonici che hanno anche il caratteristico odore di acetone.

  • Problemi al fegato.

L’odore di muffa se associato all’alito è indicativo di una malattia al fegato, come la Cirrosi. Nel caso del sentore di muffa il responsabile è i Dimetil solfuro, un composto organico che si accumula nell’organismo se il fegato non funziona bene.

  • Problemi ai reni.

Se l’alito sa di urina, come nel caso di una dieta eccessivamente proteica, i responsabili potrebbero essere anche i reni, danneggiati o ammalati, che non riescono più ad espellere abbastanza Azoto che si accumula nel corpo portando al caratteristico odore associato, per l’appunto, all’urina.

 

Quindi, cosa fare se si ha l’alitosi?

In questo articolo abbiamo voluto fornire un parziale elenco di cause che potrebbero essere alla base dell’alito cattivo; l’importante è non ritenere mai “normale” l’alito cattivo, ma sempre il segno di qualcosa che non va nel nostro organismo (a parte, ovviamente, nel caso di una chiara origine alimentare). Quindi, una volta accortisi dell’alitosi, non bisogna sottovalutare il problema o “coprire” l’odore con delle caramelle balsamiche, rinviando ad un distante futuro l’approfondimento; piuttosto bisogna procedere con un’attenta analisi della propria routine di igiene orale e comunque il fissare una visita di controllo dal dentista per valutare quale sia la vera causa di questa spiacevole condizione.

 

14 Luglio, 2022