Cosa sono e a cosa servono lo Scaling e la Levigatura radicolare

Scaling e levigatura radicolare fanno parte degli interventi chirurgici necessari per arginare gli effetti della malattia parodontale, in particolare nel suo stadio più avanzato di Parodontite, una patologia cronica ed endemica diffusa nella popolazione italiana adulta. La causa della Parodontite è una proliferazione batterica che il sistema immunitario non riesce più a controllare; il risultato è prima uno stato di sofferenza delle gengive, che si arrossano e sanguinano facilmente, e in seguito il discostarsi delle gengive dalle radici dentali (si creano così le famigerate “sacche” gengivali), quindi la dissoluzione dell’osso alveolare in cui i denti sono normalmente inseriti.

Per curare la Parodontite non è quindi sufficiente una normale igiene dentale professionale, ma è necessario agire lungo le radici dentali, cioè ben al di sotto del bordo gengivale. Questo intervento è l’unico in grado di rimuovere efficacemente i tessuti infettati dai batteri (il cosiddetto “sbrigliamento”) e di levigare la superficie delle radici in modo che ridiventino una zona adatta all’adesione della gengiva. In questo modo il decorso della malattia viene rallentato e a volte anche arrestato.

Scaling e root planing: due fasi di un unico intervento

I trattamenti dello “Scaling” e del “root planing” (ovvero la levigatura radicolare) sono le fasi più importanti della procedura chirurgica utilizzata in tutto il mondo per curare la malattia parodontale. “Scaling” è una parola intercambiabile con “curettage”: si tratta di termini che per un non addetto ai lavori sono sinonimi, ma si riferiscono a due strumenti di acciaio simili ma non uguali tra loro. Lo scaler, di forma triangolare, è utile soprattutto per rimuovere il tartaro al di sopra della linea della gengiva, mentre la curette, dalla forma curva, è adatta per agire sotto la gengiva e lungo le radici dei denti.

Come si eseguono questi interventi?

Le fasi dell’intervento sono le seguenti:

– Per prima cosa si esegue una normale igiene dentale con la quale si pulisce anche la prima zona sottogengivale. In inglese viene chiamato “gross scaling”.

– A questo punto si procede con l’anestesia locale: a seconda delle preferenze del dentista messe a confronto con le esigenze del paziente, si possono somministrare delle iniezioni all’Articaina, o un semplice spray alla Lidocaina.

– In seguito, il dentista inizia ad agire al di sotto del margine della gengiva, lungo le radici dei denti. È questo il momento dello Scaling.

– In conclusione, si esegue la levigatura radicolare. L’obiettivo è quello di rendere la radice il più possibile levigata, lucida e disinfettata. In questo modo si permette che il sangue gengivale ricrei l’attacco epiteliale e consenta la richiusura almeno parziale della tasca che si era creata per l’azione dei batteri.

Quanto fa male lo Scaling?

Le operazioni che abbiamo descritto, a seconda di quanto sono estese le aree infette, potrebbero richiedere più di un singolo intervento. Come abbiamo visto, il trattamento richiede l’uso dell’anestesia locale, quasi sempre da iniettare nella gengiva. Grazie all’anestesia l’intervento non sarà doloroso, ma le gengive rimarranno sensibili per alcuni giorni. Anche i denti si troveranno in una condizione di accentuata sensibilità. Durante questo breve periodo di convalescenza è importantissimo seguire le indicazioni mediche, sia per quanto riguarda i farmaci da assumere, sia per la pulizia della bocca. A guarigione avvenuta, si effettuerà una visita di controllo per osservare lo stato delle sacche dentali, capire se vi è stato o meno un miglioramento, e prenotare la prossima seduta di Scaling e levigatura radicolare.

La guarigione dalla Parodontite

Quando si parla di malattia parodontale si fa riferimento a diversi livelli di gravità; se l’infezione viene colta nella sua fase inziale, è effettivamente possibile guarire nel vero senso della parola.

Tuttavia, nel caso – per esempio – di un paziente con più di 35 anni, che mostra i primi segni di perdita ossea e ampie tasche radicolari, è molto più probabile che la terapia permetta al paziente di evitare l’esito più infausto della malattia (la perdita dei denti) ma che le tasche non si richiudano mai completamente e che più che a una “guarigione assoluta” si arrivi ad una situazione da contenere periodicamente.

Ogni quanto bisogna fare lo Scaling?

La frequenza dei richiami di igiene dentale e Scaling dipende dalla gravità della malattia; i pazienti che presentano una situazione pesantemente compromessa dovranno eseguire l’intervento 4 volte all’anno, alternando le sedute di igiene professionale e quelle di Scaling. Ovviamente, nel caso di miglioramenti o situazione di partenza non così grave, gli incontri si diraderanno nel tempo, permettendo comunque di contrastare l’avanzamento della malattia parodontale.

6 Luglio, 2022