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Disturbi del sonno: i più subdoli nemici del riposo

I disturbi del sonno, dal semplice russamento fino alla sindrome delle apnee ostruttive (OSAS), possono ampiamente condizionare la vita e il benessere psico-fisico di chi ne soffre.

Insonnia, sonnambulismo, epilessia notturna, narcolessia e bruxismo rappresentano solo alcuni di questi disturbi, che si manifestano con sintomi subdoli, come difficoltà di apprendimento e concentrazione, nervosismo e mal di testa, colpi di sonno alla guida.

Ma una soluzione c’è ed è possibile trovarla rivolgendosi agli specialisti, da ora disponibili nei centri OdontoSalute accreditati “Senza Russare” di Quinto di Treviso e Vittorio Veneto.

Ne abbiamo parlato con Omar, 47 anni, della provincia di Treviso.

 

Quando ha raggiunto la consapevolezza di soffrire di apnee notturne?

Ho scoperto di soffrire di apnee notturne circa due anni e mezzo fa, quando mi sono deciso a contattare un otorino perché volevo smettere di russare. Infatti, pur avendo sempre manifestato difficoltà nel dormire serenamente, non ero a conoscenza di soffrire di un disturbo di questo tipo: riconducevo semplicemente il sonno disturbato al russamento.

Solo grazie ad esami più approfonditi sono venuto a conoscenza di un problema che non avevo mai preso in considerazione fino ad allora: le apnee notturne hanno condizionato la mia vita per anni, senza che ne fossi totalmente consapevole.

A livello fisico, avvertiva altri disturbi durante il giorno, come spossatezza o malessere, che potessero sembrare dei campanelli d’allarme?

Il sonno disturbato e il problema – fastidioso – del russamento erano gli unici sintomi che avrebbero potuto insospettirmi. Talvolta avvertivo stanchezza durante il giorno ma pensavo fosse legata ad altro.

Cosa ha rappresentato per lei l’inizio della cura con il dispositivo antirussamento?

Una vera e propria svolta! La mia vita è cambiata in meglio, fin dalla prima notte di utilizzo dell’apparecchio.

Lo specialista mi aveva avvisato sul possibile fastidio che avrei potuto avvertire durante la prima applicazione; in realtà, non è stato difficile abituarmi a portare il dispositivo tutte le notti, fin da subito, perché la determinazione a risolvere il problema era più forte di tutto il resto.

Nonostante quella notte abbia dormito solo tre ore, al mio risveglio mi sono immediatamente reso conto che avevo finalmente dormito profondamente, come non facevo da tempo.

Con il passare dei mesi – e degli anni – è andata sempre meglio: posso dire che l’apparecchio è diventato un po’ come la mia “coperta di Linus”.

Il dispositivo necessita di essere modificato nel tempo?

Io uso lo stesso dispositivo da quando ho iniziato la cura. In questo periodo mi sto sottoponendo a delle operazioni odontoiatriche e so già che dovrà essere modificato per riadattarsi perfettamente alla conformazione della mia bocca dopo il trattamento, ma, normalmente, l’apparecchio non necessita di modifiche.

Alla luce della sua esperienza, se la sentirebbe di raccomandare ad altre persone i centri OdontoSalute accreditati “Senza Russare”, specializzati nella risoluzione dei disturbi del sonno?

Assolutamente sì, anzi, nel mio piccolo lo sto già facendo con parenti e amici!

Ho scoperto che c’è davvero troppa gente che potrebbe soffrire del mio stesso problema, senza che neanche se ne renda conto. L’unico “piccolo compromesso” da fare con sé stessi comporta la costanza nel tenere l’apparecchio ogni notte: se si riesce in questo intento, il cambiamento – in positivo – ripaga appieno ogni singolo sforzo!

21 Aprile, 2021