Dott.ssa Roberta Valentino: i disturbi all’articolazione temporo-mandibolare

Roberta Valentino, partenopea, è un’ortodontista in forza alle cliniche Colosseum di Villotta di Chions, Udine, Gemona del Friuli e Quinto di Treviso.

Dott.ssa Roberta Valentino, i pazienti come si accorgono che qualcosa non va all’articolazione temporo-mandibolare?
Bisogna intanto distinguere nel gruppo delle problematiche temporo-manbibolari tra quelle legate all’articolazione in sé, e in particolare al disco di cartilagine interposto tra i capi ossei, e quelle di natura muscolare. Il segno che di solito mette in allarme le persone colpite da problematiche articolari è il sentire degli scatti o dei rumori come di sabbiolina, di sassolini davanti all’orecchio, quando si apre e chiude la bocca. In altri casi il paziente è mosso dal dolore che si avverte in prossimità dell’orecchio o alle guance e, nei casi più gravi, dalla limitazione nell’apertura della bocca sopraggiunta in maniera progressiva o improvvisa.

È un problema che col tempo peggiora?
Nei casi di problematiche articolari, soprattutto quelle a carattere degenerativo legate ad un processo artrosico, il problema tendenzialmente peggiora. Nei casi in cui l’origine della limitazione e/o del dolore sia muscolare, la sintomatologia se ben curata migliora nel tempo e nella maggior parte dei pazienti finisce per scomparire del tutto. 

Quali sono le cause?
Le problematiche muscolari nascono a seguito delle “parafunzioni”, tutte quelle attività che tengono i muscoli della masticazione in continuo movimento (masticazione di chewing-gum o onicofagia).
Ci sono poi alcune malocclusioni che sembrano essere maggiormente legate allo sviluppo di disordini dell’area temporo-mandibolare. La malocclusione più “pericolosa” da questo punto di vista è il cross-bite, cioè la chiusura del morso in maniera inversa rispetto a quella fisiologica.

Una volta capito qual è il problema, qual è la cura?
Dipende della situazione; se c’è dolore acuto è questa la prima cosa da trattare, di solito con antinfiammatori e antidolorifici. Se il problema è muscolare e siamo in un momento acuto, si fa riposare tutto l’apparato masticatorio e nei casi più gravi si interviene con farmaci miorilassanti.

Nei casi in cui viene diagnosticato un bruxismo notturno, si prescrive un bite che va indossato quando si dorme. In questo modo si crea un rialzo tra le arcate impedendo ai denti di stringersi e permettendo all’articolazione a alla muscolatura di rilassarsi. 

Il bite viene prescritto sia per i disordini di origine articolare che muscolare?
Il bite si utilizza anche per alcune problematiche articolari, in cui il menisco si sposta in una posizione particolare dell’articolazione. In questi casi “rialzare” la masticazione con l’utilizzo notturno del bite può servire a trattare questo tipo di problematica.

Oltre al bite esistono anche altre terapie per i problemi all’articolazione?
Sì, ad oggi esistono due procedure, che si chiamano artrocentesi e artroscopia, che prevedono l’iniezione di una sostanza, di solito l’acido ialuronico, direttamente all’interno della capsula articolare. Secondo la mia opinione questa procedura è abbastanza invasiva e fastidiosa per il paziente. È una procedura che preferisco proporre come ultima opzione.

Il paziente che ha eseguito un trattamento ortodontico probabilmente indosserà un apparecchio mobile notturno di contenzione; se in seguito sviluppa un disturbo temporo-mandibolare e gli viene prescritto il bite, che fine fa l’apparecchio contentivo che dovrebbe continuare ad indossare?
Il bite funge perfettamente da apparecchio contentivo, solo che è sicuramente più grosso dell’apparecchio mobile. I pazienti che hanno un disturbo temporo-mandibolare e devono affrontare anche una terapia ortodontica io propongo fin da subito il bite per le ore notturne.

Dott.ssa Roberta Valentino, il bite potrebbe essere utilizzato anche come strumento preventivo?
Dipende da cosa si intende per prevenzione. Il bite deve essere prescritto a fronte di una diagnosi, che nel caso del bite può essere di bruxismo o di altre problematiche articolari.

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14 Febbraio, 2024