I sintomi della Parodontite: a cosa stare attenti?

La Parodontite è lo stadio più grave della malattia Parodontale, che comincia con una banale Gengivite che se non curata evolve in un’infezione batterica cronica dei tessuti parodontali, ovvero l’osso alveolare, il legamento parodontale, il cemento e la gengiva.  Si tratta di una delle malattie più diffuse al mondo e di cui si parla di meno, con stime che dicono che più della metà della popolazione adulta mondiale ne sia affetta. Il risultato finale della Parodontite è spesso la perdita dei denti per mancanza di supporto, con tutti i conseguenti disagi estetici, funzionali e psicologici del caso. È quindi molto importante sapere quali sono i sintomi di cui preoccuparsi per riuscire ad intervenire il prima possibile.

Perché la Parodontite è così diffusa?

Le ragioni principali della diffusione della Parodontite sono riassumibili nei punti seguenti:

  • Stili alimentari con abbondanza di zuccheri e carboidrati, il cibo preferito dei batteri che vanno a formare la placca dentale e quindi il tartaro;
  • Una cultura dell’igiene orale ancora non sufficientemente acquisita dalla popolazione;
  • L’esistenza di svariati fattori scatenanti largamente diffusi, quali le malattie autoimmuni come il diabete, carenze immunitarie, denutrizione, oppure il fumo;
  • Il fatto che i sintomi non sono “appariscenti”, ma spesso rimangono silenti e trascurati fino a quando la malattia non è già in uno stadio piuttosto grave.

 

Come riconoscere i sintomi

Come anticipato, i sintomi della Parodontite non sono invalidanti e quindi spesso non vi viene posta la dovuta attenzione; in questo modo spesso la diagnosi giunge in ritardo, magari quando uno o più denti hanno già cominciato a “dondolare”. In tali casi, per esempio, probabilmente i denti non possono più essere salvati. Tuttavia, esistono molti segnali che il nostro corpo ci invia e che se oggetto della dovuta attenzione consentono una diagnosi precoce e quindi la salvezza della dentatura naturale permanente.

  • Gengive arrossate, tenere al tatto, che sanguinano facilmente se stimolate;
  • Alito cattivo, assolutamente da non “curare” con mentine o simili tralasciando di scoprirne la cause;
  • Ipersensibilità improvvisa ai cibi caldi, freddi, o anche molto salati o acidi;
  • Visibile abbassamento del bordo gengivale;
  • Ascessi (sintomo di malattia in uno stadio progredito);
  • Occlusione modificata, sintomo dello spostamento di uno o più denti (sintomo di malattia in uno stadio progredito).

I sintomi descritti qui sopra possono presentarsi tutti insieme oppure, più frequentemente, uno alla volta, magari anche in forma blanda. L’importante è non sottovalutarli e prenotare una visita di controllo ogni qual volta si protraggano per più di 10-15 giorni.

 

Donne incinte: non trascurate di curare i vostri denti! 

Nel caso delle donne in stato interessante è importante sapere che il rischio di Parodontite aumenta di molto a causa dei cambiamenti nei livelli ormonali e dell’aumento della circolazione sanguigna negli organi periferici, quali sono anche le gengive.  La Parodontite a sua volta è collegata statisticamente all’aumento della possibilità di parto prematuro o nascita di un bambino sottopeso. È quindi buona norma che le donne che prevedono di rimanere incinte, eseguano un’accurata pulizia dentale prima di cominciare la gravidanza. Inoltre, una volta incinte, è bene tenere costantemente sotto controllo la propria salute orale e non trascurare di eseguire due pulizie dentali durante i 9 mesi della gestazione, con lo scopo di mantenere sotto controllo la crescita batterica nella bocca.

 

Il fumo: un amico della Parodontite e un nemico dei denti.

Il fumo è senza dubbio un amico della Parodontite perché ha il potere di nascondere o rendere molto più blandi i suoi sintomi. Al contempo, inibendo le difese immunitarie della bocca, rende ancora più aggressiva la crescita batterica nelle zone dei colletti dentali, dove si annidano placca e tartaro e da dove partono i focolai infettivi che in seguito contagiano tutto il Parodonto. Non per niente attualmente si ritiene il fumo il secondo fattore scatenante della Piorrea (il vecchio nome della Parodontite) dopo la scarsa igiene orale.

Vogliamo concludere con una nota positiva: se è vero che la Parodontite è una malattia diffusissima e dagli esiti spiacevoli, capace anche di peggiorare lo stato generale di salute dell’organismo (soprattutto a livello cardiaco), è anche vero che si tratta di una patologia ben conosciuta e facilmente identificabile dall’occhio esperto di un dentista. Per cominciare un percorso di terapia che avrà pressoché immediate ricadute positive, a volte basta veramente il piccolo coraggio di prenotare una visita di controllo. La pulizia dentale, il raschiamento e la levigatura radicolare, permettono ogni anno a milioni di persone di mantenere in bocca i propri denti naturali altrimenti condannati a cadere, con un notevole miglioramento dell’autostima e della qualità della vita.

30 Giugno, 2022