Dott.ssa Dalila De Lutti: l’utilizzo del laser dentale

Dalila de Lutti è una dottoressa in Igiene dentale che opera nella clinica Odontosalute di Ronchi dei Legionari.

Dottoressa De Lutti lei utilizza il laser?
Certamente; il laser per fortuna sta prendendo sempre più piede in Odontoiatria e nel mio specifico ramo il laser a diodi è utilizzato in associazione con la strumentazione manuale, cioè abbinato all’intervento con le curette.

Il laser viene impiegato pre-strumentazione manuale, durante la strumentazione e post-strumentazione. 

Si utilizza anche prima perché apporta un beneficio antalgico [antidolorifico, n.d.r.] che permette molto spesso di non fare l’anestesia.

Sottolineo che il laser non comporta delle sedute suppletive o un aumento sensibile della durata del trattamento e che la sua massima efficacia la raggiunge proprio quando agisce in modo integrato, in sinergia con le curette.

Il laser si usa mai singolarmente?
Il laser è uno strumento integrativo alle tecniche tradizionali pertanto si usa in associazione ad esse. Nei trattamenti desensibilizzanti e di sbiancamento, invece, lo si utilizza da solo con i prodotti foto attivabili dal laser stesso.

Tuttavia la sua azione principale è quella di disinfezione, giusto?
Esatto, sì, parliamo di un’azione decontaminante. Inoltre agisce bio-stimolando i tessuti delle gengive e della radice dentale favorendone la guarigione.

Utilizzava il laser già all’Università o è uno strumento più recente?
Diciamo che ha preso piede a partire da 10-15 anni fa, ma non ho fatto in tempo ad utilizzarlo già all’Università.

È vero che il laser ha anche un effetto sbiancante?
Sì, si utilizza la luce concentrata del laser per attivare il gel al perossido applicato sui denti da sbiancare. Questo permette di eliminare la questione della sensibilità dentale che, anche se transitoria, spesso è una conseguenza dello sbiancamento professionale effettuato nello studio dentistico.

Pensa che il laser sarà sempre più utilizzato nel trattamento della malattia parodontale?
Sì, è così. Quello che ancora frena  un po’ la sua diffusione è che comporta un costo aggiuntivo rispetto alla terapia parodontale di partenza. Molte volte il paziente non ha ancora una chiara percezione della sua utilità e preferisce non avvalersene, ma in realtà è così utile ed efficace che io lo propongo sempre per ragioni esclusivamente cliniche. 

Dottoressa De Lutti, Ronchi dei Legionari è una clinica a pochi Km dal confine sloveno e quindi le chiedo se subite il fenomeno del “turismo sanitario”.
Era più diffuso anni fa, poi c’è stata una fase di riflusso perché le persone hanno pian piano capito che non ci si può approcciare ad una cura odontoiatrica come ci si approccia ad un supermercato. Ci si è accorti che avere un dentista distante, in un altro Paese, non è la situazione ottimale per essere seguiti adeguatamente dopo l’intervento. Anche perché, se si prende la decisione di andare all’estero, di solito lo si fa per interventi di un certo tipo come gli impianti e soprattutto gli impianti a carico immediato, che spesso venivano proposti proprio perché permettevano alle persone di tornare a casa già con la protesi in bocca.

Ora, questi interventi sono proprio quelli che richiedono che il paziente venga più seguito nel suo percorso di guarigione, nel rispetto dei suoi tempi biologici. Fare tutto questo con un dentista che risiede in un’altra nazione rende molto più difficile costruire un rapporto di fiducia tra paziente e dottore, che poi è la cosa più importante del nostro lavoro.

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22 Marzo, 2024