Parola ad Alberto Buccianti: l’Intelligenza Artificiale nell’Odontoiatria

Il dottor Buccianti è originario di Terranuova Bracciolini, in provincia di Arezzo. Figlio d’arte, fin da bambino ha vissuto a contatto con il mondo dell’Odontoiatria. Laureatosi all’Università di Genova, ha compiuto diverse missioni di volontariato all’estero e recentemente è stato uno degli odontoiatri italiani selezionati da Colosseum per partecipare alle giornate di formazione della Colosseum Academy di Oslo. Alberto Buccianti è in forza alla clinica Sant’Agostino di Modena. Oggi discuteremo del tema del momento: l’Intelligenza Artificiale. 

Dottore, con l’avvento del sito web ChatGPT è come se si fosse aperta una porta su un mondo che prima s’intuiva ma di cui non si aveva ancora avuta esperienza concreta. Adesso l’Intelligenza Artificiale è uno dei temi più dibattuti e più popolari; anche tra voi odontoiatri?

Le applicazioni dell’Intelligenza Artificiale in medicina sono ancora da esplorare, sono molto promettenti e – come sempre succede quando si parla di questo argomento – inquietanti. Per esempio stamane ho ascoltato alla radio l’intervento del teologo Vito Mancuso che diceva che l’I.A. applicata agli studi fetali è già in grado di predire con esattezza quanto sarà intelligente il bambino che nascerà. Ma parlando strettamente del mio ambito non possiamo non riconoscere che l’evoluzione tecnologica cambia e continuerà a cambiare continuamente la nostra professione. Forse tra 15 anni il chirurgo implantologo, cioè il mio lavoro, sarà sostituito da un braccio robotico guidato dall’I.A. Però io continuo ad avere un’idea di questa tecnologia come qualcosa che aiuti l’Uomo, non che lo sostituisca. Bene la continua innovazione della tecnica, ma dietro agli strumenti, come il Laser o il Mallet magnetodinamico, ci dovrà sempre essere una persona in carne ed ossa a prendere delle decisioni per un’altra persona in carne ed ossa. 

Un altro tema di cui si parla spesso è il Metaverso; cosa ne pensa?

Già alcuni mei fa ho esplorato la possibilità di aprire uno studio dentistico nel Metaverso. Tuttavia il consulente che avevo incaricato di studiare la cosa mi ha dissuaso dal farlo, soprattutto a causa dello sfavorevole rapporto tra costi e benefici. Però è anche emersa una possibilità interessante: potrebbe già essere possibile fare una visita virtuale dal dentista per vivere in anteprima l’esperienza ed aiutare il paziente odontofobico a compiere il primo passo nel mondo reale.

Ma secondo lei quand’è che l’intelligenza Artificiale entrerà negli studi dentistici?

Già oggi è disponibile in Italia una tecnologia basata sull’Intelligenza Artificiale che permette ad un paziente di entrare in studio, farsi prendere l’impronta digitale di un dente, e avere installata la corona nuova nel giro di due ore. Com’è possibile? È successo che i logaritmi del programma “intelligente” hanno elaborato in pochi istanti la forma e la posizione corretta della nuova corona. Il resto del tempo è quello richiesto dalla fresatura della corona artificiale. Se pensiamo che il procedimento “tradizionale” può durare fino ad un mese – dipende dai casi – si capisce bene quale sia la potenza di questi strumenti matematici che noi chiamiamo I.A. 

Passiamo a parlare della Colosseum Academy di Oslo, l’istituzione educativa interna al Gruppo. Recentemente lei ha partecipato ad un corso, quali sono le sue impressioni?

Per me è stato come entrare in un acceleratore di particelle; il gruppo Colosseum prende il suo nome proprio dal quartiere Colosseum di Oslo e arrivare là, nella sede più importante del gruppo, per partecipare a due giorni di corsi insieme ai colleghi di tutta Europa, è stato molto stimolante dal punto di vista intellettuale. 

Entrando nello specifico mi preme di dire che ad Oslo ho toccato con mano la frontiera tecnologica dell’Odontoiatria e che ho constato che l’Italia è allo stesso livello dei migliori. Un’altra cosa molto importante è stata la possibilità di parlare con i colleghi stranieri per confrontarsi con loro. È sorprendente quanto varino da paese a paese le esigenze estetiche; per esempio il livello di bianco dei denti richiesto dai pazienti americani è inaccettabile per quelli italiani, che lo trovano più adatto a delle porcellane.

Nello specifico cosa ha trovato di utile per il suo lavoro quotidiano? 

Mi sono particolarmente piaciute le dimostrazioni di procedure chirurgiche proiettate sui maxischermi; una cosa che i non addetti ai lavori non considerano è che il dentista è una persona che lavora nello stretto, in spazi minuscoli, poco visibili e di difficile accesso. Tutto ciò è esacerbato nell’Endodonzia, cioè nelle cure canalari, che si occupano non solo di rimuovere la polpa di un dente malato, ma anche di ripulire l’interno delle radici dentali. È un lavoro che si svolge alla cieca nei cunicoli interni ad un dente, in cui il dentista deve affidarsi alle sue conoscenze anatomiche, a ciò ricorda di aver visto prima di intervenire e alla sua esperienza e sensibilità. Poter visionare il sito dell’intervento ingrandito di 100 volte è molto utile. 

In generale Oslo è stata un’esperienza di approfondimento e perfino di contemplazione che consiglio a tutti i miei colleghi del gruppo. 

3 Ottobre, 2023