Dott.ssa Antonella Merola: Direttrice Sanitaria del centro di Ronchi dei Legionari.

Antonella Merola è la Direttrice Sanitaria della clinica OdontoSalute di Ronchi dei Legionari. Si è laureata in Medicina e Chirurgia nell’università di Trieste. Nel 1994 ha conseguito la specializzazione in Odontostomatologia. 

Dott.ssa Antonella Merola, partiamo dalla sua storia personale; qual è stato il suo percorso universitario?
Ho intrapreso il percorso più lungo, com’era possibile ancora fino al 1991, e quindi mi sono iscritta a Medicina e Chirurgia e in seguito ho sviluppato il mio interesse verso l’Odontostomatologia. Una volta laureata ho partecipato e vinto il concorso per la specializzazione di Odontostomatologia e protesi dentaria, e nel 1994 ho conseguito la specializzazione. 

Essendo laureata entro il ‘91 avrei potuto comunque svolgere la mia attività di dentista senza la specializzazione, però ho completato il mio ciclo di studi.

Sono approdata in OdontoSalute grazie anche al dottor Parovel, il nostro “Chief dentist” ed era un mio compagno di corso ai tempi della specialità. 

Com’è nata la passione per l’ambito dentistico?
Ho scelto questo indirizzo un po’ grazie a mio fratello che è un odontotecnico e spingeva in quella direzione perché immaginava un futuro in cui avremmo collaborato – anche se in realtà poi non è stato così – e un po’ perché trovavo che l’Odontoiatria fosse una branca in cui una donna poteva avere una vita professionale che le permettesse anche di dedicarsi alla famiglia, avere altri interessi, senza un legame stretto con la vita ospedaliera, anche se poi, alla fine, mi sono accorta che mi sarebbe piaciuto lavorare in ospedale. 

Prima ha accennato al suo ingresso in OdontoSalute; può parlarcene?
Da un punto di vista pratico, un’ Università non forma mai completamente. Per questo motivo, ho scelto di collaborare con altri odontoiatri di maggiore esperienza trascorrendo un periodo in affiancamento in ospedale. Poi ho finalmente aperto il mio studio dentistico a Trieste. In seguito – come detto – mi sono avvicinata ad OdontoSalute, inizialmente soprattutto per i casi di endodonzia e conservativa. Successivamente mi sono guadagnata la stima dei colleghi e della dirigenza e mi è stato proposto di diventare Direttore Sanitario. Devo dire che è stato un bel successo personale, perché comunque era un incarico per il quale mi sentivo portata.

Lei è una delle poche Direttrici Sanitarie donna in tutta Italia; ci può dire come sta cambiando il modo della sua professione dal punto di vista della parità dei sessi?
Negli anni ’70 e ’80 del secolo scorso l’Odontoiatria era ancora prettamente maschile. A seguito della nascita del corso di laurea in Odontoiatria – e con il progresso dell’emancipazione femminile – c’è stato un incremento della quota femminile.

Come Direttrice Sanitaria in questi anni ha notato la prevalenza di una patologia rispetto ad altre, una particolarità clinica locale?
L’incidenza delle varie malattie orali dipende molto dallo stato sociale di appartenenza, quindi dalla condizione sanitaria e d’igiene in cui si vive e delle buone pratiche di prevenzione che si fanno o non si fanno. Entrando nello specifico ci troviamo effettivamente ad avere a che fare con alcune particolarità, ma più legate alla professione che alla geografia, come l’alta incidenza di carie tra chi lavora con le farine o con i dolciumi. 

A proposito di pratiche preventive, cosa ne pensa del fluoro nell’acqua potabile per prevenire le carie?
In Italia mediamente l’acqua del rubinetto è abbastanza fluorata ma c’è una differenza tra Nord e Sud, in quanto nel Sud ci sono più zone in cui l’acqua è più fluorata della media, come alle pendici del Vesuvio, e questo in effetti potrebbe essere collegato alla minore predisposizione alla carie che si riscontra in alcune zone del Meridione rispetto al Settentrione. 

Lei consiglierebbe quindi la fluoroprofilassi, cioè l’assunzione di pastiglie di fluoro per prevenire la carie?
In realtà io non sono molto favorevole alla fluoroprofilassi. Il fluoro è presente dappertutto nella nostra dieta e in realtà mi spaventa di più la fluorosi, ovvero la condizione collegata all’eccessivo apporto di fluoro che finisce con l’indebolire e danneggiare lo smalto.

Ho elaborato questa posizione per la mia esperienza personale. Quando ero neo-laureata facevo la pedodontista in uno studio molto rinomato, con clienti benestanti e con una solida cultura sanitaria. Quasi tutti i bambini che visitavo avevano fatto la fluoro profilassi e così le madri durante la gravidanza. Ebbene tra quei bambini io ho notato una forte incidenza delle anomalie dello smalto, e l’ho collegata all’eccessiva assunzione di fluoro. Essendo un tema sensibile ci tengo a ripetere che si tratta di una mia esperienza personale, ma che mi ha fatto decidere di non consigliarle ai miei pazienti.

Infine, Dott.ssa Antonella Merola, cosa pensa dei dentifrici al fluoro?
In quel caso il discorso è diverso, sono a favore. L’uso topico, l’azione diretta del fluoro sul dente è quella che conta più che l’ingestione.  Se guardiamo i dentifrici che utilizziamo, le parti per milioni di fluoro che ci sono dentro sono ampiamente sufficienti come uso topico. Di fatto le applicazioni di gel al fluoro o i dentifrici o anche i collutori al fluoro, sono utili per fermare le microcarie, le “carie secche” che non si sviluppano proprio per l’azione degli ioni fluoro.

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14 Dicembre, 2023