Le 5 innovazioni che stanno portando l’Odontoiatria nel futuro

La medicina è sempre stata un campo d’elezione per l’applicazione degli ultimi ritrovati tecnologici, basti pensare ai Raggi-X (Würzburg – Germania, 1895) che per la prima volta hanno permesso di “guardare dentro” il corpo umano senza doverci praticare un taglio,  e l’anestesia (Boston – Stati Uniti d’America, 1846), che ha eliminato la sofferenza dall’atto operatorio, fino a quel momento vero e proprio incubo di ogni paziente chirurgico.

Anche la “medicina dei denti”, l’Odontoiatria, ha beneficiato largamente del progresso scientifico e, fortunatamente, in questi anni che stiamo vivendo, stanno avvenendo importanti trasformazioni nei metodi, negli strumenti e nei materiali che, anno dopo anno, conducono l’Odontoiatria nell’Era digitale, quindi verso cure più efficaci, meno invasive e dai risultati più predicibili.

Abbiamo scelto 5 innovazioni che secondo noi stanno cambiando (in meglio) il mondo dell’Ortodonzia:

 

1. Laser dentali

Il Laser è una tecnologia che ha 60 anni di vita e che è stata rapidamente adottata anche in campo medico; il suo pregio è quello di riuscire a concentrare una gran quantità di energia in uno spazio estremamente piccolo. In Odontoiatria il Laser è utilizzato sia per la cura delle carie sia per la terapia della Parodontite:

– Sullo smalto dentale il Laser è meno aggressivo della turbina (causa meno microfratture dello smalto dentale) e può venire impiegato per la disinfezione del tessuto carioso; comunque,  la parte successiva della cura di una carie,  ovvero la lucidatura della cavità per prepararla all’otturazione, va sempre eseguita con la normale turbina.

– Nella terapia della Malattia parodontale, il Laser, se impiegato da un dentista appositamente addestrato, è di grande aiuto visto che favorisce la coagulazione sanguigna, fondamentale per il processo di guarigione della tasca dentale, che precedentemente è stata ripulita con i tradizionali e insostituibili metodi del raschiamento (scaling) e della levigatura radicolare (root planing).

 

2. Radiografie 3D

Per certi interventi un’immagine a 2 dimensioni può non bastare per studiare adeguatamente il caso; è la situazione tipica dei pazienti candidati ad un’operazione di implantologia o di innesto osseo, per i quali è necessario verificare lo spessore dei tessuti ossei. Per questo motivo è importante che il dentista disponga della TAC Cone-Beam CBCT. Si tratta di una macchina radiografica  che consente di ottenere un’immagine tridimensionale delle strutture interne del paziente, e di poter così vedere con precisione i volumi ossei su cui si andrà ad operare. In questo modo il dentista può approcciarsi allo studio con a disposizione tutti i dati necessari sulla salute ossea del paziente; le cose da decidere sono tante… il tipo di intervento (se, per esempio, è necessario un innesto), quanti impianti, di che dimensione… le variabili sono moltissime, e l’immagine 3D offre al dentista tutti i dati necessari a prendere la decisione più corretta.

 

3. Raggi-X di nuova generazione.

Anche la radiografia è definitivamente entrata nell’Era digitale: le macchine digitali per i Raggi X, ovvero quelle dotate di sensori digitali per la ricezione della radiazione e non della vecchia lastra fotografica, permettono che le radiazioni assorbite dal paziente siano mediamente minori, dato che le immagini ricavate da una macchina digitale possono essere ingrandite a piacimento sullo schermo di un computer per evidenziare le zone d’interesse, riducendo così la probabilità che si rendano necessarie ulteriori radiografie di approfondimento. Per di più, queste immagini digitali possono essere spedite e ricevute in pochi attimi in tutto il mondo, rendendo possibile, per esempio, una consulenza in tempo reale con uno specialista lontano. Tutto ciò consente diagnosi più corrette eseguite in tempi minori.

 

4. Telecamera intraorale.

Le impronte dentali tradizionali, quelle, per intenderci, dove il paziente deve mordere una placca metallica cosparsa di un materiale viscoso dando forma ad un’impronta dalla quale sarà poi creato un calco in gesso, sono laboriose da produrre e soggette all’errore umano in diverse fasi della loro realizzazione. Si tratta dunque di un procedimento complesso che, cosa non trascurabile, non viene vissuto bene dai pazienti, soprattutto se bambini, dato che può essere molto fastidioso.

L’utilizzo della telecamera intraorale ha reso obsoleta la procedura appena descritta,  sostituendola con l’inserimento in bocca di una piccola telecamera tenuta per mano dal dentista, dalla quale verrà creata un’immagine digitale delle arcate, utilizzabile nello studio del caso clinico tanto quanto le “vecchie” impronte in gesso (che, tra l’altro, sono molto fragili e vanno custodite con cura).

 

5. Processo produttivo digitale delle protesi dentarie.

I laboratori odontotecnici sono incaricati di produrre le protesi (intarsi, corone, scheletrati, dentiere…) che poi finiranno nelle bocche dei pazienti, e affinché i loro prodotti si adattino perfettamente è necessaria una grande perizia e un’eccellente comunicazione con il dentista curante. Con l’eliminazione delle impronte in gesso sviluppate dal calco tradizionale, al giorno d’oggi l’odontotecnico può ricevere per mail dal dentista le impronte digitali sviluppate dal software collegato ad una telecamera intraorale, e quindi progettare la protesi al computer e, alla fine, fabbricarle con una fresa a controllo numerico (i questi casi si parla di CAM=“Fabbricazione assistita dal computer”).

 

23 Novembre, 2022